martedì 22 giugno 2010

Intervista #07 - Fabio Astone

Ciao Fabio e benvenuto su Photographic Blog. Prima di tutto presentati.

Mi chiamo Fabio Astone, ho 27 anni, sono nato in Sardegna ma ho vissuto a Roma e Londra e da un mese vivo a Milano. Ho studiato a Roma Storia e Critica del cinema. Dopo la laurea sono andato a vivere in Inghilterra. Un'esperienza importantissima per la mia vita. Ho svolto vari lavori e ho avuto modo di fare da assistente per un fotografo.


Cosa ti ha portato a vivere in posti così diversi?

La voglia di cambiare, di conoscere posti nuovi, persone differenti. Ogni luogo mi da e trasmette qualcosa. Sono il ragazzo con la valigia, perennemente in viaggio. E ogni luogo è servito per crescere, nel campo della fotografia.



Come è nata la tua passione per la fotografia?

Ho sempre amato il cinema. E fotografia e cinema sono legati tra loro. Senza la fotografia non esisterebbe il cinema. Vedendo i film ho sempre osservato tutto sotto l'aspetto delle inquadrature, delle luci e dei colori. Arrivare alla fotografia, dapprima studiando i fotografi e poi mettendomi alla prova, è stata una naturale conseguenza. Ogni mia foto si ispira al cinema, a una storia da raccontare.


Mi interessa molto il tuo legame con il cinema: ti va di spiegarmi come nascono le tue "storie"?

Da film visti, da storie sentite e immaginate, da colori che ho voglia di esprimere. Ci sono fotografie che arrivano per una necessità di raccontare e altre che arrivano perchè stavi lì, in quel preciso momento, e senti che è il momento giusto. Mi ispiro ai film degi anni '70, alla nouvelle vague francese, ai filmini girati in super8, virati e bruciati. Sono colori e luci che ricerco e che cerco di ottenere.



Come mai hai scelto di rifarti proprio a quel tipo di cinema?

Perchè è quello che mi piace di più, che sento più vicino a me, che mi da e trasmette qualcosa.


Tu usi molto i modelli, come gestisci il rapporto con loro in fase di scatto?

All'inizio fotografavo solo amici, le persone con le quali ho vissuto nelle diverse città, mia sorella. Per la prima volta a Londra, invece, ho fotografato un ragazzo che non avevo mai visto prima di allora. E da lì è iniziato un nuovo percorso. Fotografare persone sconosciute. E' molto più difficile. Fotografare è come entrare nell'intimità di qualcuno, dunque se la persona non la si conosce è davvero difficile. Dopo Londra ho collaborato con un'agenzia di moda, a Roma, e anche lì mi sono confrontato con un modo di lavorare diverso dal mio solito. Anche in quel caso ho avuto davanti a me persone mai viste prima. Quando ho qualcuno davanti a me cerco di farlo rilassare, di farlo sentire a suo agio. Prima scatto qualche foto "a caso", poi arriva il momento in cui decido o si decide la posizione, il profilo, come posizionare il corpo. E' importante che la persona davanti all'obiettivo sia rilassata. Poi tutto diventa natuale e divertente. Ma iniziare è sempre difficile. Ci vuole il giusto entusiasmo da entrambe le parti.



Dicevi che hai collaborato con un'agenzia di moda… come è stato il passaggio dalla fotografia "per te" al lavoro per altri?

Per caso. Incontri fortunati. E così mi sono ritrovato a fotografare dei modelli. Quando lavori per altri ti senti, nel bene e nel male, più legato da vincoli e restrizioni. Devi accontentare te ma anche chi ti commissiona il lavoro. E' sicuramente più difficile. C'è sempre l'aspettativa tua e dell'altra persona. Ora cerco di districarmi tra test di moda e fotografie "per me", come le chiami giustamente tu. Lavorare per qualcun'altro, avere regole, serve sicuramente e migliorare e a imparare a collaborare avendo a che fare con tanti compromessi e difficoltà. Ma il bello sta anche in quello. Sfidarsi ogni giorno.


Quindi la fotografia di moda è la tua dimensione ideale, o hai altri progetti?

Mi piace, vorrei continuare a lavorare nell'ambito della moda, ma ho in mente due mostre fotografiche. Una su un progetto ad ampio raggio e un'altra sarà una collettiva. Per ora resta tutto top secret.



Prima dicevi che tutti i posti in cui sei stato ti hanno "formato" fotograficamente. Ti va di parlarmi più in dettaglio questa cosa?

Tutto è nato a Roma. Con il suo cielo, i suoi parchi, la sua luce particolare, così netta e tagliente. A Roma è nata la mia passione per la fotografia. Da lì è nato tutto. Dopo è arrivata Londra con la sua luce, i suoi colori, un'architettura e dei visi che non si trovano da nessun'altra parte. Quando qualcuno dice che Londra è buia e grigia non è vero. Londra è colorata, è piena di vita, è un posto in cui ti senti un eroe e dove, il giorno dopo, puoi sentirti nessuno. Vivere là ha dato una sferzata alle mie fotografie. Anche l'incontro con alcune persone. E ora c'è Milano, la città della moda, un posto accattivante e intrigante ma anche tanto difficile e arduo. Ma mi piacciono le sfide e vedremo che cambiamento subirà la mia fotografia.


Parlando di cambiamenti: guardando il tuo stream su flickr ho notato che a un certo punto sei passato all'analogico. Come mai?

Ho sentito la necessità di mettermi alla prova. E ho sentito il bisogno di scattare "la foto". Con il digitale si scattano 200 foto simili, o quasi, durante uno shooting. E poi ti ritrovi ad analizzarle tutte per capire quale sia la migliore. Con l'analogico la foto è quella. E basta. E poi c'è la sorpresa, aspettare lo sviluppo, vedere cosa salterà fuori. Sarebbe bello ritornare all'analogico, usare solo la mia vecchia Canon AE1 program, ma so che è impossibile (o quasi).



Quali sono i tuoi fotografi preferiti?

Nan Goldin, Diane Arbus, Carlotta Manaigo, Terry Richardson, Ryan McGinley, Mario Testino, Wolfgang Tillmans. Sono ognuno diverso dall'altro ma mi ispirano, mi trasmettono qualcosa.


Una cosa che trovi facile in fotografia e una che trovi difficile

Tutto. Ogni cosa può sembrare difficile. Ma anche facile.



Un buon proposito per il futuro.

Diventare famoso e affermato. Scherzo… Riuscire a lavorare nella fotografia, riuscire a fare ciò che voglio, cercare di migliorare ogni giorno di più. Se poi il successo e l'affermazione arrivano...ben venga. Il segreto è tenere i piedi sempre a terra, ben piantati. Poi le cose arrivano.


Per vedere altre foto di Fabio, potete visitare il suo sito o il suo account flickr.

Ovviamente tutte le immagini sono © Fabio Astone.


2 commenti:

  1. molto interessante e complimenti all'autore degli scatti!

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  2. Intervista molto interessante e le foto mii piacciano davvero molto!
    fotolibro

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